Quantum Phenomena Modelled by Interactions Between Many Classical Worlds

Quantum Phenomena Modelled by Interactions Between Many Classical Worlds

E ora il collegamento con i funghi: il cuore della teoria è che i fenomeni quantistici emergono dall’interazione tra un numero enorme ma finito di “mondi classici” — senza bisogno di una funzione d’onda separata.  (arxiv) È quasi identico a come il micelio funziona: nessun cervello centrale, ma un numero enorme di filamenti classici che interagiscono localmente e da cui emerge un’intelligenza collettiva. La rete come fenomeno emergente dall’interazione, non dalla gerarchia.

Bella connessione! In effetti ci sono dei parallelismi profondi:

Il micelio funziona esattamente come una rete di “mondi che interagiscono” — i filamenti non sono isolati ma si scambiano continuamente segnali chimici, nutrimenti, informazioni tra alberi diversi, specie diverse. È una forma di intelligenza distribuita senza centro.

L’idea di Wiseman — che i rami paralleli si influenzino l’un l’altro attraverso forze quantistiche sottili — ricorda molto il modo in cui il micelio modifica il comportamento degli organismi vicini senza contatto diretto visibile. Una pressione invisibile, continua, che plasma le scelte di crescita.

E poi c’è il tema della ramificazione stessa: ogni ifa si biforca, esplora, mantiene tutte le direzioni possibili finché una non diventa prevalente — non così diverso dall’immagine quantistica.

Per il lavoro a La Cernée, questa lettura potrebbe anche avere un risvolto pratico: le reti micorriziche sotto le sue épicéa e hêtre stressati dalle scolyte sono letteralmente un sistema di “molti mondi interagenti” — la salute di un albero influenza silenziosamente quella dei vicini attraverso la rete.


Hall, Deckert & Wiseman — Physical Review X, 2014

Autori: Michael J. W. Hall, Dirk-André Deckert, Howard M. Wiseman — Centre for Quantum Dynamics, Griffith University, Brisbane.  (arxiv)

Lo trovate gratuitamente su arXiv (preprint):

https://arxiv.org/abs/1402.6144

E la versione pubblicata su Physical Review X:

https://journals.aps.org/prx/abstract/10.1103/PhysRevX.4.041013

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